La tecnologia dei sistemi per il controllo ronde si dirige verso l’Internet of Things
Articolo a cura di Marko Petelin per la Rivista Essecome - Edizione 8/9 2011
Ultimamente si parla sempre più spesso del Internet of Things (IoT) detto anche l’Internet delle Cose. Con questo termine si definisce interconnessione in rete degli oggetti della nostra vita quotidiana. Quindi non più solo PC connessi ad Internet, ma tutto quello che ci circonda. Ciò è possibile grazie alle nuove tecnologie di interconnessione, quali possono essere il WiFi, l’RFId, il 3G o Bluetooth. Invece per lo scambio dei dati con gli oggetti si usano sensori o degli smart phone quali Android, iPhone o Black Berry.
L’Internet of things è un ecosistema dove al centro sta la persona che interagisce con tutto quello che lo circonda o lo riguarda. Con l’inesorabile crescita della tecnologia le parole chiave sono diventate comunicazione e condivisione, in altre parole significa poter accedere velocemente a qualsiasi informazione che ci interessa o far sapere qualcosa che ci riguarda, indipendentemente dal ora o dal posto in cui ci troviamo.
Analizzando un ambito specifico, vediamo che i professionisti della sicurezza o della vigilanza con lo IoT potranno offrire servizi sempre più evoluti, ottimizzare i processi organizzativi e di conseguenza razionalizzare i costi.
Ad esempio l’operatore della sicurezza può usare lo smart phone come strumento multiuso per:
- Far conoscere alla Centrale operativa la propria posizione (col uso del sistema GPS o triangolazione celle GSM)
- Attivare l’allarme uomo a terra usando i sensori accelerometrici (rilevano il movimento) dello smart phone
- Segnalare anomalie/allarmi inviando in tempo reale immagini o video catturati dalla webcam
- Gestire i percorsi col l’ausilio di mappe digitali (ad esempio Google Maps)
- Informare che zona è stata controllata leggendo dei tag RFId (col lettore NFC integrato) o delle etichette bar code (con l’ausilio della webcam)
- Gestire il lavoro di gruppo monitorando la posizione fisica dei colleghi e condividendo il calendario delle attività
Gli smart phone consentono lo scambio dei dati in tempo reale e possono tracciare qualsiasi informazione riguardante l’attività professionale. L’analisi di questi dati può aiutare a migliorare i servizi, riducendo i tempi di intervento, gli errori e la sicurezza dei propri collaboratori.
Ma l’Internet of Things – o gli smart phone - potranno contribuire a migliorare efficacemente la qualità delle attività operative degli operatori di sicurezza? Questi sono dei validi strumenti che possono essere utilizzati, anche se nessuno di noi ha la bacchetta magica gli indicatori fanno pensare che le potenzialità non mancano.
La tecnologia dei dispositivi mobile negli ultimi anni si è molto evoluta, basti pensare che nel 2010 la vendita degli smart phone a livello mondiale è cresciuta del 72,1%, questo dato fa pensare che le applicazioni business saranno sempre più orientate al mobile e queste prenderanno una rotta ben precisa, nella quale probabilmente spariranno i terminali portatili dedicati ed i protagonisti diventeranno gli smart phone, sempre più performanti ed adatti per applicazioni critiche. Infatti sono già disponibili sul mercato modelli resistenti all’acqua o con gradi di protezione IP65, quindi adatti per usi professionali.
Lo smart phone rispetto ad un classico terminale dedicato si differenzia soprattutto per la versatilità: può essere utilizzato per svariate applicazioni business come ad esempio per il controllo delle ronde, la rilevazione delle presenze o la gestione delle attività operative, o semplicemente può essere utilizzato come telefono.
Gli sviluppatori di applicazioni di controllo ronde senza grandi difficoltà possono interfacciarlo ai sistemi esistenti.
Diversi produttori – sempre attenti alle crescenti esigenze dei clienti e trend del mercato – stanno già riprogettando i sistemi per la gestione della sicurezza e sono già disponibili le prime applicazioni orientate al Internet of Things. Probabilmente assisteremo ad un passaggio morbido verso questi nuovi sistemi, sta di fatto che la competizione degli innovatori non si può fermare.